di Roberta Cocchioni – Programme Manager Cooperativa Sociale Labirinto

All’interno del progetto UPPER il concetto di Soluzioni Basate sulla Natura si ampia per includere, oltre agli interventi di rigenerazione dello spazio fisico, anche servizi ed attività educative, di intrattenimento, sportive, di socializzazione e socio-sanitarie basate sul contatto con la natura urbana. Queste soluzioni rispondono a precise sfide sociali e di salute pubblica identificate dal Comune di Latina, ovvero l’inattività, l’isolamento sociale, lo stile di vita sedentario ed il poco tempo trascorso all’aria aperta.

Per questo, uno dei tre Parchi Produttivi previsti nel progetto (quello in zona Mercato) ospiterà in via sperimentale un programma di attività socio-educative e di intrattenimento basate sul contatto con la natura che avranno l’obiettivo di migliorare diversi aspetti del benessere soggettivo delle persone (qualità delle relazioni, senso di appartenenza, inclusione), il benessere spaziale all’interno del parco (comfort, senso di sicurezza, libertà di accesso e movimento, felicità), la frequenza e le modalità d’uso dello stesso.

La programmazione e gestione di queste attività sperimentali nel Parco della zona Mercato è affidata al partner di progetto Labirinto Cooperativa Sociale, che si avvale della collaborazione e della partecipazione del Gruppo Allargato degli Stakeholders (GAS), che comprende gli enti del terzo settore, i comitati di quartiere, gli istituti scolastici ed altre istituzioni operanti nei settori educativi e socio-sanitari che hanno aderito al progetto in seguito alle due Call del Comune di Latina (novembre 2018 e dicembre 2019).

Punto di partenza per la co-progettazione del programma di attività socio-educative e di intrattenimento basate sul contatto con la natura è l’azione di mappatura del valore sociale (Social Value Mapping) condotta da Labirinto, che si svolge nei primi mesi del progetto UPPER, e che ha come obiettivo quello di identificare e fare emergere le risorse presenti nel tessuto dei servizi socio-educativi del territorio, delle organizzazioni no profit e dei gruppi di cittadini che ne fanno parte in qualità di volontari o soci.

Da un punto di vista metodologico, il valore sociale è stato scomposto in 2 dimensioni: quella delle risorse, materiali ed immateriali, che comprendono competenze, abilità, conoscenze, strumentazioni/tecnologie, spazi, professionalità; la dimensione delle relazioni, ovvero il legami di cooperazione tra gli attori, siano essi deboli/forti oppure formali/informali.
Per ciascun attore sociale, è stato inoltre rilevato anche il tipo di settore di intervento e il tipo di interesse e di contributo potenziale all’interno del progetto UPPER. Sono stati così mappati, attraverso incontri ed interviste semi-strutturate, 22 attori sociali portatori di valore.

Sulla base delle informazioni raccolte, ogni attore sociale è stato collocato su una mappa (figura 1) che identifica: il posizionamento rispetto a 4 focus tematici, le relazioni bidirezionali attualmente presenti tra gli attori (in rosso). Sono inoltre raffigurate (in verde) alcuni esempi di relazioni potenziali che potrebbero svilupparsi tra gli attori nel corso del progetto UPPER, corrispondenti ad un aumento del capitale sociale complessivo disponibile sul territorio.

Dall’analisi della mappatura rappresentata in figura 1 emerge che:

– Il numero e la densità delle relazioni potenziali generabili dal progetto è maggiore rispetto alle relazioni attuali. Questo indica il margine di azione del progetto UPPER nel produrre una maggiore cooperazione tra gli attori sociali del territorio e dunque un aumento del valore sociale complessivo;

– per via del loro attuale capitale di conoscenze, relazioni e competenze, alcuni nodi della mappa sono potenzialmente destinati a diventare hub della rete, poiché possono stringere collaborazioni con numerosi altri stakeholders.

– gran parte del valore sociale si concentra su dimensioni quali svago, educazione, assistenza e salute, che comportano il possesso di competenze tecniche specialistiche e target di riferimento ben definiti. Dall’altro lato, la dimensione della partecipazione, che si configura come competenza trasversale e rivolta a target più generalisti/eterogenei, risulta meno presente nella mappa. Questo evidenzia il bisogno di un’azione di supporto e facilitazione ai processi cooperativi e partecipativi tra attori sociali come quella proposta da UPPER. D’altro canto, la grande disponibilità di competenze tecniche/specialistiche e la capacità di raggiungere target di nicchia o specifici rappresenta una grande risorsa in termini progettuali per la programmazione delle attività socio-educative e di intrattenimento basate sulla natura previste dal progetto UPPER.

Il valore sociale rilevato è stato infine analizzato dal punto di vista dei potenziali impatti a breve termine sulla salute e sul benessere dei destinatari del Parco Produttivo 2 (residenti del quartiere, studenti delle scuole circostanti, partecipanti alle iniziative socio-educative). Gli attori sono stati quindi collocati, attraverso l’uso della mappa di posizionamento (Figura 2), all’interno di quattro aree in base a due dimensioni di impatto:
a. socialità: questa dimensione esprime il potenziale di creare nuove e migliori relazioni sociali, creare inclusione, rafforzare il senso di appartenenza, ridurre l’isolamento, rafforzare il benessere relazionale;
b. salubrità: questa dimensione esprime il potenziale di incidere sugli stili di vita sani, ovvero ridurre il rischio di obesità, di dipendenze, di malattie croniche.

L’analisi del valore sociale così scomposto e rappresentato sarà utile alla costruzione di un’offerta di servizi socio-educativi e di intrattenimento basati sulla natura che possa tenere conto non solo dei bisogni e delle criticità individuate nella popolazione target, ma anche delle risorse e delle competenze disponibili presso gli stakeholder. Grazie alla mappatura e all’analisi del valore sociale, la programmazione dei servizi basati sulla natura può contribuire all’innovazione sociale del territorio, creando nuove interazioni cooperative tra gli attori (bonding), contaminazione tra gli ambiti tematici di intervento, colmando i vuoti di risorse e favorendo l’integrazione di competenze, discipline e gruppi sociali di riferimento.